Notizie | sabato 20 gennaio 2018

A MILANO TRAPIANTATO UN ULIVO DI GERUSALEMME IN SEGNO DI PACE

La lodevole iniziativa ideata dall’Associazione Lombardia-Israele, nata per promuovere la cooperazione virtuosa tra i due territori.   Di Maurizio Scandurra

A MILANO TRAPIANTATO UN ULIVO DI GERUSALEMME IN SEGNO DI PACE

 


Nei giardini di via De Castillia, a Milano, accanto alla Casa della Memoria e di fronte al palazzo della Regione, si è svolta, il 15 dicembre scorso, una cerimonia ideata e fortemente voluta dall’Associazione Lombardia-Israele, presieduta dal Professor Enrico Mairov, e dal Municipio 9 del Comune di Milano, insieme a numerose altre Associazioni.

In memoria di tutte le persone, cadute in Italia nell’adempimento del dovere, è stato piantato un piccolo ulivo. Il piccolo, prezioso albero – biblico segno di pace da sempre – è stato esportato nel Vecchio Continente dalla Foresta presidenziale di Tzorà, non lontana da Gerusalemme, dove una delegazione italiana, guidata dai magistrati Piercamillo Davigo e Stefano Amore, nel mese di settembre, a venticinque anni dall’assassinio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, aveva piantato un bosco di 27 alberi, dedicati ai giudici italiani caduti in servizio per la Patria.

Nella carrellata di discorsi e riflessioni, dopo il benvenuto di Giuseppe Lardieri, presidente del Municipio 9, e del ministro di Israele Ofra Fahri, è intervenuto Sergio Castelbolognesi presidente di KKL Italia (Keren Kayemeth LeIsrael), la più antica organizzazione ecologica al mondo, fondata nel 1901, che da oltre un secolo opera a beneficio dello sviluppo, della bonifica e del rimboschimento della terra di Israele e di molti altri Paesi.

Piantando alberi su alberi, Israele ha vinto il deserto, trasformandolo in foreste e giardini. Piantare alberi fa parte della tradizione ebraica: si sono sempre piantati alberi per festeggiare la nascita di un bambino, o per accompagnare e ricordare un defunto.

Si pianta un albero per le generazioni future, come importantissimo filo per legare tra loro passato e presente. Piantare un albero significa rinnovare la vita, creare ponti, avere fiducia e speranza in rapporti buoni tra noi e gli altri.

Questa tradizione fonda la sua origine sull’Albero della Vita ebraico, la cui base sta sulla terra e la cui cima s’innalza fino al cielo. Attraverso quello, le anime sono scese, per poi risalire, nel proprio cammino evolutivo, attraverso i tre pilastri di Amore, Forza e Compassione.

Quanti auspici cela in sé un minuscolo ulivo simbolo di Pace, piantato a settant’anni dalla fondazione dello Stato di Israele. Questo di Milano amplia il proprio respiro, nel suo essere dedicato, non solo ai magistrati e alle Forze dell’Ordine, ma anche a tutte le persone che silenziosamente e nascostamente, giorno dopo giorno, compiono il proprio dovere e sono “modelli di coraggio” come ricordato, nel proprio intervento, dal Magistrato Piercamillo Davigo, che ha anche sottolineato l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni i nostri valori, per impedire che si disperdano.

A tutti questi - invisibili ma importantissimi - si rivolge infatti il progetto “Lombardia Regione Sicura” del prof. Enrico Mairov: ispirandosi al modello israeliano, si aggiunge alla sicurezza, connotata come “ordine”, quella sanitaria assicurata a prezzi ragionevoli, e anche a distanza, a tutte le categorie deboli partendo da anziani, fragili, malati.

Albero, vita e cure a Milano” è stato infatti il tema anche dell’intervento del Dottor Renato Gandini a ribadire che dal piccolo può nascere e crescere il grande, che i miracoli infine esistono. Basta crederci.

Prosegue il Professor Enrico Mairov, anche autorevole medico: “Dal 2016, con la nascita dell’Associazione Lombardia-Israele, abbiamo iniziato a tessere proficui rapporti tra questi due territori industrializzati, entrambi affacciati sul Mediterraneo. In questo biennio abbiamo dato vita a molteplici incontri, culturali, istituzionali e politici per individuare correttamente tutti i punti di incontro possibili, progetti di sanità condivisa compresi”.

Da qui l’idea degli alberi “quale simbolo della vita, delle radici e dei valori che contano, di cui l’ulivo trapianto a Milano è un caso unico in Europa di albero proveniente da Gerusalemme. Ci stiamo adoperando, dato il successo dell’iniziativa, a fa sì che anche a Roma e in altre città italiane si possano ripetere felicemente altre operazioni culturali di tal genere”, conclude soddisfatto Enrico Mairov.



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