Rubriche | venerdì 12 gennaio 2018

L'Italia ha una serie di problemi con le auto

Nuovo, triste primato per il nostro Paese, che viene incoronato come il "più vecchio d'Europa" in riferimento alla carta di identità delle automobili che circolano lungo le strade dello Stivale. Un fattore che rappresenta un campanello d'allarme, soprattutto se unito alle altre statistiche sulle vetture e sugli accessori automotive in Italia.

Le auto in Italia continuano a rappresentare un problema sotto tanti aspetti, anche sociali: l'ultimo allarme arriva dalla lettura dei dati del Centro Studi e Statistiche Unrae, che hanno "incoronato" il nostro Paese come ultimo in Europa per età delle vetture. Per la precisione, l'Italia è la nazione europea che detiene il parco circolante più vecchio, con un'età media da record di 10,5 anni.

Il parco auto più vecchio d'Europa. Secondo quanto riferito dall'analisi realizzata dalla associazione dei costruttori esteri in Italia, su un parco totale di 37.843.983 automobili risultano circolanti quasi 10 milioni di vetture con oltre 17 anni di vita e, di conseguenza, che non rispettano i criteri di motore Euro 3 (in quanto immatricolate prima del gennaio del 2001). Significa che un'auto su quattro è vecchia e potenzialmente più inquinante rispetto agli ultimi progressi della tecnologia.

Oltre 10 anni di età media. Anche perché la motorizzazione incide molto sulle emissioni di carburante: le auto a benzina hanno in media 170 mila chilometri, mentre le vetture a diesel circolano in media ancora più a lungo, visto che superano abbondantemente il tetto dei 250 mila chilometri. Si tratta, secondo gli analisti, di veri e propri "rottami", che risultano per l'ambiente e pericolosi per chi li guida e per chi è a bordo: secondo recenti studi, che sono però riferiti ad auto di 10 anni di età (ovvero, quasi la metà dei "peggiori" casi italiani), l'età incide in maniera sensibile sui rischi alla guida.

I rischi di questa situazione. Per la precisione, un'auto di 10 anni di "usura" aumenta di 7 volte il rischio di non sopravvivenza per pilota e passeggeri in caso di incidente rispetto allo stesso evento su un modello più nuovo. Inoltre, non bisogna trascurare l'impatto ambientale, visto che le emissioni di una euro 3 sono nettamente più alte e velenose di quelle di una Euro 6. Non è un caso, insomma, che l'Italia vanti anche la poco invidiabile maglia nera di morti premature all'anno per inquinamento atmosferico, con circa 91 mila decessi e una media di 1500 morti ogni milione di abitanti, la quota più alta in tutto il Vecchio Continente.

Più vittime sulle strade. Non va meglio neppure sul versante degli incidenti stradali, che sono in aumento anno dopo anno: secondo l'ultimo bilancio della Polizia Stradale, in particolare, nel 2017 si è alzata anche la percentuale delle vittime sulle strade, che sono state 1.656, ovvero il 2 per cento in più rispetto all'anno precedente.

Le spese per l'auto. Questi ultimi due temi - inquinamento e incidenti - si lega anche a un più generale discorso sulla manutenzione dell'auto, soprattutto quando questa comincia a invecchiare; oltre ai costi legati al bollo, alla revisione e all'assicurazione, è inevitabile dover considerare anche le spese per gli "aggiornamenti" degli accessori e delle componenti, purtroppo spesso trascurati.

Comportamenti da migliorare. Basti pensare che più della metà degli italiani, come rivelato dalle indagini di Polizia Stradale e Assogomma, circola con gomme sgonfie che, da un lato, aumentano lo spazio di frenata e dall'altro producono un maggior consumo di carburante, che va da un minimo del 3 per cento fino ad oltre il 15 per cento, come si può leggere anche nelle FAQ sul sito delle gomme Euroimport Pneumatici, uno dei punti di riferimento italiani dell'eCommerce di pneumatici.

 

Ti potrebbero interessare anche: