Rubriche | sabato 02 dicembre 2017

GATTO PANCERI, IL CORAGGIO DI CAMBIARE RIMANENDO SE STESSI

Al ‘TgCom.it’ il cantautore lombardo ha svelato in anteprima ai media il suo nuovo look. E annuncia per il 2018 il nuovo album di inediti.   Di Maurizio Scandurra

 
Charles Darwin insegna che ‘evoluzione’, spesso, fa rima con ‘rivoluzione. Che ‘il cammino delle età’, per dirla con una frase famosa del valente Gigi D’Alessio, coincide con il percorre un sentiero tracciato, in cui lo stadio che precede costituisce premessa alla fase che segue.

Proprio ieri, al ‘TGCOM.IT’, in una splendida intervista esclusiva a firma dell’ottimo collega Massimo Longoni, è finalmente tornato a far parlare di sé Gatto Panceri. Il noto cantautore lombardo, 50 anni ottimamente portati, si è ripresentato al grande pubblico con un look completamente rinnovato, per certi versi, anche estremo: nella scelta, nell’immagine, nella forza che da esso emerge. Capelli rasati a zero, cappellino sfizioso, viso e fisico decisamente freschi, decisamente ringiovaniti e in gran forma.

Frutto, ha raccontato l’artista, di un autotrapianto di capelli che, dopo più di 15 anni, per via di un improvviso rigetto, ha lasciato spazio prima a un normale senso di smarrimento. Poi, invece, come per ogni uomo intelligente – e Gatto Panceri è tra questi – che sa far di un problema un’opportunità, a un senso di presa di coscienza di sé. A una metamorfosi che dà energia e nuova linfa vitale e artistica insieme, cui il pubblico, la gente comune e i fans hanno risposto a colpi di centinaia e centinaia di ‘likes’ su Facebook e condivisioni molteplici a vario titolo sui profili social del cantautore. Il coraggio della verità, di chi sa dare un taglio netto al passato senza rinnegare sé stesso, nella vita, paga sempre.

E, oggi, Gatto Panceri torna a far parlare di sé con un carico ghiotto di novità: a cominciare da un disco – attesissimo – dal titolo evocativo e forte ‘Pelle d’oca e lividi’ – che suona già di per sé come uno slogan sulla vita. Un modo altresì elegante – per lui, che è un artista raffinato di musica e parole – per dire ‘botte e carezze’, ‘gioie e dolori’, ‘emozioni e brividi’. Un album monumentale di ben 19 inediti che, come afferma lo stesso Gatto Panceri, è costato persino 4 anni di lavoro fra scrittura, realizzazione e lunghe sedute in sala d’incisione, un recording budget pari ad almeno 4 volte quello che oggi – anche le risibili e risicate major del disco – destinano normalmente per la produzione di un cd di un artista famoso.

E, soprattutto, tanta voglia di continuare a mettersi in gioco, a sperimentare, tracciando nuove strade al futuro. Bravo, Gatto: gli amanti della musica VERA – che non fa di certo rima con il disastro che siamo costretti ad ascoltare oggi, rap, talent e youtubers in primis - confidano in te.

Aspettano anche te, e quelli della tua generazione. Attendono te, che hai scritto irripetibili pagine della nostra canzone d’autore per grandi artisti tuoi colleghi quali Mina, Raffaella Carrà, Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Fausto Leali, Mietta, Riccardo Fogli, Dennis Fantina (primo vincitore, al tempo che fu, di ‘Amici’ di Maria De Filippi).

E due su tutti. Giorgia e Andrea Bocelli, per i quali, oltre a numerosi successi, hai firmato l’intramontabile ‘Vivo per lei’, successo da oltre 40 milioni di copie nel mondo dal febbraio 1995 a oggi: e che qualcuno, invece, sul web come anche altrove, attribuisce erroneamente in prima battuta agli O.R.O. I quali ne fecero invece una seconda versione poco più in là (intorno a novembre del 1995, quando entrambi i pezzi furono, ironia della sorte, singoli radiofonici in contemporanea) dal debutto del pezzo originale, riscrivendone ex novo il testo il titolo (che, per l’occasione, divenne infatti ‘Vivo per’) con il consenso dei primi editori del brano (che per l’appunto, in origine è firmato a 4 mani Gatto Panceri-Valerio Zelli, storico componente degli O.R.O.).

Gatto Panceri, uno come te merita di essere di diritto sul palco di Sanremo 2018. E se anche diversamente dovesse essere, di una cosa, chi scrive, è certo: che il nuovo anno e il nuovo disco saranno davvero, per te e per noi tutti, ‘Pelle d’oca e lividi’. Attendiamo fiduciosi. E, intanto, buona musica.

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