Notizie | sabato 02 dicembre 2017

Freddy Colt "defascistizzato" - di Alberto Pezzini

"Io sto con Freddy Colt, incondizionatamente, assolutamente, e ciecamente."

Freddy Colt sotto accusa.

Sembra il titolo di un feuilleton ma è invece realtà. Uno degli esponenti più attivi della cultura di Sanremo è stato messo sotto accusa dall'ANPI per aver presentato il libro “Un parà in Congo”,che racconta la vita di Robert Muller per la penna di Ippolito Edmondo Ferrario.

Secondo l'ANPI – che ha inviato una lettera di protesta a Dario Biamonti, Presidente della Federazione Operaia (Freddy Colt ne è il Vice) – l'aver concesso la sala all'associazione Et ventis adversis, promotrice dell'iniziativa, è stato il frutto di ”biasimevole superficialità e disattenzione”.

Aggiungono che “A dimostrazione inoltre di quali danni può riservare la distrazione o la facile strumentalizzazione, è stato chiamato dal gruppo “Et ventis adversis” a edulcorare l'operazione, l'accademico della Pigna Freddy Colt”.

L'ANPI ha poi annunciato che – affinchè cose del genere non si verifichino più a Sanremo – presenterà una richiesta al Comune per defascistizzare la città facendo in modo che luoghi pubblici o aperti al pubblico non vengano più concessi a chi non faccia espressamente una dichiarazione di ripudio del fascismo (se il modello è quello del Comune di Pontedera, dove tale regolamento parrebbe essere già in vigore).

Ora.

Vorrei sapere una cosa.

Freddy Colt ha presentato un libro – un memoir storico – propostogli da un'associazione culturale. Che, anche se di colore nero o tinto, presenta gli stessi diritti delle associazioni di colore rosso:tutti hanno diritto di dire la propria.

Se ciò non potesse verificarsi, se cioè le associazioni che secondo l'ANPI rappresenterebbero maliziosamente e in modo subliminale il fascismo in doppiopetto, non potessero fare cultura, ripiomberemmo nel fascismo.

Sarebbe come se l'opera di Renzo De Felice – che scrisse la più grande biografia al mondo di Mussolini e quindi del fascismo – non potesse venire commentata, discussa, criticata, e quant'altro, chessò a Pontremoli per esempio (sede del Premio Bancarella e comune di sinistra da sempre), perchè di contenuto destrimane.

Dire ad uno studioso come Freddy Colt che si è prestato ad una strumentalizzazione edulcorativa in chiave cultural – politica significa non soltanto essere più ciechi del buio, ma cercare di far ritornare in auge totem e tabù come la coppia Miglio – Bossi, quando il Senatur si avvalse della caratura ideologica del primo per far guadagnare punti alla Lega, e poi liberarsene una volta usato, dicendo che era un peto nello spazio.

Freddy Colt cosa avrebbe avuto in cambio da una operazione del genere ?

Sentiamo. Non mi sembra che l'abbiate indicato.

Non credo che Colt sia uno sdoganatore di fascisti in marsina ma soltanto un uomo di cultura il quale – ve lo garantisco – non avrebbe mai e poi mai accettato di non presentare un libro, a prescindere dal suo colore.

Sapete perchè ?

La cultura per lui non è colorata, la cultura – anche se alberga nei circoli o nelle associazioni di destra – può rivelare sorprese.

Sarà perchè ho sempre cercato di stare lontano da polemiche di questo tipo ma resto dell'idea che siano non soltanto pericolose, ma soprattutto a senso unico.

Sono chiacchiere che sarebbe sempre meglio evitare, soprattutto quando si va a scomodare gli uomini di cultura per i quali le ideologie sono tutte da scoprire.

Altrimenti non si è colti ma soltanto teste con tre narici come diceva Guareschi.

Sulla mia scrivania ci sono in questo momento due libri:Argomenti strettamente famigliari di Massimo Mila e Marcia su Roma e dintorni di Emilio Lussu. Bene.

Secondo voi Freddy Colt sarebbe stato un fascista se avesse presentato soltanto il secondo e non il primo ?

Sono due libri, entrambi contengono cultura, testimonianze, ricordi, opinioni, emozioni.

Ecco, questo è il punto fondamentale.

Non tanto aver presentato un libro di destra – i libri sono di destra o di di sinistra ? - alla Federazione Operaia, quanto non aver rispettato un'opinione.

Non fatemi scomodare Voltaire:non sono d'accordo con te ma farò di tutto perchè tu possa esprimere la tua opinione.

Chissà perchè mi viene il prurito soltanto a sentire una parola come defascistizzare.

Ma che cazzo vuol dire, me lo spiegate ?

Mi sa tanto di gulag, di campo di selezione naturale e soprattutto di un luogo in cui tutti i gatti diventano neri perchè le persone non vogliono vederli.

Io sto con Freddy Colt, incondizionatamente, assolutamente, e ciecamente.

Ma soprattutto sto con chi si batte perchè il mondo non sia visto sempre con le lenti di un unico colore ma semplicemente per quello che è.

In quel momento storico. E basta.

PS:Se qualcuno pensa di defascistizzarmi, venga pure casa mia dove sarò lieto di prenderlo a pedate nel sedere.

 

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