Notizie | martedì 21 novembre 2017

Wimbledon 5 Luglio 1980: Borg Vs. Mc Enroe nella storia - di Alberto Pezzini

Wimbledon 5 Luglio 1980:una data che avrebbe cambiato la storia dello sport ed anche di molte persone. Di due senza dubbio. Bjorn Borg e John Mc Enroe. Il primo vinse il torneo ma comprese che la sua epoca era terminata. L'americano, invece, uscì sconfitto da quel match incredibile in cui il tie break al quarto set aveva incollato milioni di persone al video con la consapevolezza che nulla sarebbe più stato come prima.

Fu la rivoluzione francese contro l'Accademia svedese del premio Nobel, una Volvo che si schianta contro un dipinto di Picasso. Tutto cominciò molto prima. Su quella sfida è stato scritto un libro, anzi il primo libro di Matthew Cronin – giornalista sportivo oltretutto di madre italiana – davvero ben fatto e documentato, Borg Mc Enroe (Piemme, pagg. 343, euro 18,50, con prefazione di Adriano Panatta e traduzione di Elena Cantoni). Il volume esce in concomitanza con il film - sugli schermi dal 9 novembre - che pare avere già mietuto un rigoglioso successo di pubblico. E' la storia di due uomini quanto mai diversi ma che si sarebbero cercati tutta la vita fino allo scontro finale. John era un ragazzo quando Borg aveva già scalato il successo. Nella sua cameretta aveva affisso il poster del tennista svedese, capace di annientare gli avversari con un gioco regolare, quasi robotico. Borg stava sempre a fondo campo, da cui riusciva a fiaccare gli avversari con la millimetrica precisione dei suoi colpi. Era l'idolo delle ragazzine. Bello, biondo, con i capelli lunghi, il fisico asciutto, statuario, algido come un iceberg. Ci scherzava su, lo svedese. Una fotografia lo ritrae sorridente, con un blocco di ghiaccio sulle spalle, il viso luminoso. Alcuni giornalisti lo paragonarono ad una Volvo, affidabile ma noiosissimo. In realtà Borg era molto diverso dallo stereotipo del giocatore con il ghiaccio nelle vene. Vitas Gerulaitis, il campione statunitense di quegli anni, nutriva un'opinione diversa. Per lui Borg non era tutto boccoli biondi e dritti robotici:”Magari non parla molto, ma non smette mai di pensare. Credo che Bjorn sia talmente bravo da non dover pensare troppo all'avversario e potersi concentrare solo su sé stesso. Borg ha una testa inespugnabile. Inoltre si è dimostrato molto astuto anche fuori dal campo, sfuggendo agli effetti collaterali della celebrità”. Di certo Borg era avanti sui tempi. Si allenava con una costanza pazzesca per quattro ore sul campo, tutti i giorni, dopodichè andava a correre. Interrompeva gli allenamenti soltanto per i pasti ed i massaggi divenuti per lui indispensabili. Fate conto che Mc Enroe o Jimmy Connors, l'altro americano folle di talento e rabbia, si allenavano in media quarantacinque minuti al giorno. Con Lennart Bergelin – il suo allenatore, mentore, guru, autista e segretario tuttofare – avevano elaborato un programma all'avanguardia anche in materia alimentare. Lo svedese sarà uno dei primissimi giocatori a concentrarsi sul concetto del perfetto equilibrio che deve intercorrere tra peso e forma. Bergelin non gli permetteva di ingrassare o dimagrire nemmeno di un grammo. Adorava leggere i fumetti, con una strana propensione per i perdenti cronici usciti dalla matita impareggiabile di Walt Disney:Pippo, Pluto e Paperino. Guardava la televisione e ascoltava i dischi dei Beatles e di Elvis Presley. I tempi della vita notturna e delle droghe per lui erano ancora lontani.

John era un ragazzo molto diverso. Figlio di un militare divenuto avvocato, John senior,possedeva un temperamento ribelle, selvaggio come un cavallo mustang di una riserva Navaho ma anche un'intelligenza superiore.A sedici anni frequentava già l'esclusiva Trinity School di Manhattan dove eccelleva in matematica e anche in altre materie. L'uomo che sarebbe diventato famoso per il servizio diabolicamente avvitato e la capacità di sentire la palla come se fosse un'appendice del suo braccio sinistro, era un ottimo scolaro. Ogni giorno faceva un'ora di viaggio in autobus e metropolitana per andare a scuola. Durante quei lunghi tragitti quotidiani ebbe modo di vedere con i propri occhi una notevole dose di umanità:ricchi e poveri, sani e pazzi furiosi. Manifestò fin da subito una sorprendente indipendenza intellettuale. I compagni lo consideravano simpatico e spiritoso mentre alcuni professori lo giudicavano troppo saccente. Era famoso per le sue osservazioni acute e fulminee. Avere a che fare con lui era sempre una sfida. Per John, Borg era un idolo. Lo sarebbe rimasto sempre, perchè Bjorn capiva. Lo rispettava. John diventò Mc Enroe soltanto dopo quella battaglia e forse anche grazie a Borg.   

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