Notizie | sabato 18 novembre 2017

Sanremo 2018, ipotesi sul Festival

Si rincorrono voci e indiscrezioni sulla kermesse di febbraio   Di Maurizio Scandurra

Sanremo 2018 è una partita che si gioca in queste ultime prossime tre settimane. Il tempo di quadrare ancora gli ultimi ascolti, fugare le perplessità, azzardare qualche scelta coraggiosa, e il gioco è fatto.

Francamente, da Claudio Baglioni mi aspetto un Festival di grandi ritorni, con una forte presenza di cantautori, specialmente quelli veri che da anni ormai nessuno ha più considerato a dovere. Un Festival fatto di artisti degni di questo nome, lontani dai meccanismi televisivi propriamente detti, capaci di dire e dare ancora molto alla musica italiana stufa di ragazzini, rapper, talent e youtuber.

Un Festival con canzoni e brani capaci di farsi ricordare, di restare nel tempo, annoverandosi di diritto poi tra i nuovi evergreen del terzo millennio.

Un Festival audace che sappia osare, in cui possa far capolino qualche cantante che nessuno si aspetta, per ridare slancio a carriere meritevoli arenatesi per il cambio drastico e repentino del mercato della musica e per via della cecità allucinante di qualche discografico avvezzo più a correre dietro alle mode che al buongusto artistico propriamente inteso.

Anche perché, se c’è un ramo d’impresa destinato a sparire, a meno che non si faccia una virale, vitale e altrettanto necessariamente brutale inversione di tendenza, il primo è proprio quello delle case discografiche.

Che, di fatto, non servono più a nulla, ree di essersi fatte un clamoroso autogoal: quello di aver smaterializzato la musica, frantumato il desiderio del possesso dei cd, reso tutto aleatorio distruggendo proprio dall’interno quei comparti di mercato che, sino a vent’anni fa circa, hanno assicurato guadagni ingenti e posti di lavoro con altrettante, sicure pensioni.

Da Claudio Baglioni mi aspetto altresì un Festival di duetti, di grandi gruppi italiani di ieri e di oggi, di pochissimo rap…se poi non ve ne fosse, meglio ancora! Da Claudio Baglioni mi aspetto che il Festival possa essere un punto di svolta per restituire alla musica italiana assente tutta la centralità e la visibilità che merita.

Staremo a vedere, confidando fiduciosi.

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