Notizie | mercoledì 08 novembre 2017

Rumenta, differenziata, mendicanti e barboni: Sanremo - di Alberto Pezzini

Sanremo. Ore 6 della mattina.

Due camion della nettezza urbana si scambiano la monnezza all'incrocio di Via Dante Alighieri. Un cittadino, Marco Modena, li riprende. Non ci abita ma lì ha la sua ditta di trasporti. Il video lo potete vedere tutti su Facebook ma per comodità ve lo alleghiamo qui.

 

Il luogo dove i camion della Amaie Energia – ad ora antelucana – bivaccano in maniera generosa, forse troppa. Con lampeggianti accesi e motore innestato. Tipo squadroni della morte in attesa di sferrare un attacco a Saddam Hussein. Cosa c'è di strano ? Nulla.

In fondo il camion della nettezza urbana ci ha accompagnato da una vita e sempre all'alba. Ma non impiegava tempi biblici per effettuare il trasbordo della rumenta sotto le finestre delle persone che magari dormono ancora, del tipo trasferimento di carburante in volo tra due aeroplani. Così ci capiamo tutti.

In mezzo ai palazzi – all'alba – non si può dormire perchè il servizio deve andare avanti. Magari sarebbe andato avanti anche in un'ora diversa. Ma chissenefrega. Laviamo la strada ala sera tardi (ma dai, ma quando?), asfaltiamo di notte Via Zeffiro Massa (giustamente di giorno si lavora tutti e non si può bloccare il traffico ma la notte è fatta per dormire, ohibò), e la rumenta dobbiamo digerirla anche quando albeggia e i fornai sarebbero gli unici individui in circolazione.

La cosa strana, sapete qual è ? Nessuno dice niente. Bisogna attendere uno come Marco Modena, liberale, libero, senza pastoie umane né lacci ideologici, per vedere che il re è nudo.

Gli abitanti di Via Dante Alighieri – dove il trasbordo mattutino è diventato seriale come il canto di un gallo strambo e mezzo scemo – possono vivere così ?

Non dite nulla ?

In mezzo ai palazzi dobbiamo tollerare una manovra sonora simile, anzi manovre acustiche chè manco a Monza durante il Gran Premio, da compiersi senza strepiti e con la massima celerità e destrezza ?

Una volta il nonno di un mio amico – grandissimo cantante dialettale, Orlando Semiglia – cantava Sanremu bella, ti sei per mi.

Oggi, come Marco Modena, cantiamo, anzi soffriamo e piangiamo urlando Sanremo di merda. Tutto sommato non mi sembra un'ottima evoluzione.

Comunque. Come disse quello, so far so good.

Per gli italioti comme a me, fin qui tutto bene. Un perfetto accidente. Qui, che vada bene non c'è più nulla. Ma come, Biancheri ha annunciato grandi, faraoniche, imponenti opere che inorgogliranno Sanremo in futuro. Un nuovo porto, per esempio. Sono contento. Un'inversione della viabilità in Via Galilei. Forse questa è meno imponente e meno utile. Perchè, dite, non è forse urbanisticamente opportuno e necessario andare a rompere i coglioni questa volta agli abitanti di Via Galilei invertendogli non soltanto la viabilità – cristallizzata forse in un secolo di abitudini – piuttosto che impegnarsi a fondo per risolvere il problema dei mendichi, degli accattoni, degli irregolari che ci stanno rovinando la città attentando anche alla nostra sicurezza?

Vi mostro alcune scene di vita urbana fotografate sotto il Casino, che dovrebbe essere la zona più elegante della città, un corridoio lastricato di etoiles.

Alcuni barboni (sia chiaro, è gente che mi fa pena ma ad alcuni può suscitare altri sentimenti, come la paura ) si accampano sulle scale che conducono alla casa da gioco. Alcuni cittadini chiamano la Polizia Municipale. Interviene, i vigili arrivano, mandano via i mendichi (come Ulisse). Che poi ritornano. Questi imbrattano gli scalini. Guardate le fotografie. Cercate di capire con cosa abbiano lordato gli scalini, non dovreste avere problemi, basta il colore. Si chiama sinestesia, vedi la sfumatura e senti la puzza di merda.

Allora Via Galilei passa in second'ordine e la differenziata può continuare tutte le mattine a fare strepito sotto le finestre di chi deve riposare ma non può farlo.

Come disse Gandalf ne L'Hobbit – Un viaggio inaspettato, forse le vere rivoluzioni, quelle destinate a mutare gli equilibri dal profondo, non aspettano spinte propulsive possenti.

Attendono semmai i piccoli gesti quotidiani che – lo ripetiamo da una vita – qui a Sanremo, con la giunta migliore del secolo, non arrivano mai.

Ti potrebbero interessare anche: