Rubriche | sabato 04 novembre 2017

Nuovi casinò, il disegno di legge assegnato in sede referente e consultiva alle Commissioni Affari costituzionali e Finanze del Senato.



Trent'anni fa, quando al casinò si giocava in lire e gli incassi a fine anno erano nell'ordine di svariate decine di miliardi, molte località turistiche del Bel Paese avevano “fatto cartello” e si erano unite sotto il vessillo dell'Associazione Anit per chiedere a gran voce l'apertura di nuovi casinò. Erano in tanti a volersi affiancare a Sanremo, Campione, Saint Vincent e Venezia, le quattro città privilegiate uniche a poter far girare le roulettes in deroga alla
legge che vieta il gioco d'azzardo. Dello squadrone facevano parte i comuni di Acqui Terme, Alghero, Anzio, Bagni di Lucca, Cortina, Gardone Riviera, Godiasco-Salice Terme, Grado, Lignano Sabbiadoro, Merano, Montecatini, Rapallo, Riccione, San Pellegrino, Sorrento, Stresa, Taormina e Viareggio. Con il passare degli anni il numero dei pretendenti si è assottigliato. Molti si sono rassegnati, anche se no hanno perso la speranza, altri si sono chiamati fuori definitivamente.
Non hanno mollato invece gli irriducibili: Taormina e San Pellegrino, gli unici ad avere potuto godere della presenza di una casa da gioco a tutte gli effetti. Anche se per pochi mesi il primo e per due anni la città delle terme. Le richieste, avanzate tramite parlamentari locali,
non sono finite in archivio, leggi cestino della carta straccia.
L'iter ha superato favorevolmente gli esami di apparati burocratici e di vari gradini della scala della politica. Grazie anche al ministro dell'Interno Angelino Alfano e al sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, che si erano detti possibilisti. Poi il governo Renzi è caduto, è subentrato Gentiloni, fotocopia del precedente, Alfano è
stato sostituito, ma Baretta è stato confermato. E i pretendenti hanno rialzato la testa. La pratica ha seguito il suo lento corso fino ad approdare alle commissioni parlamentari. Ora il disegno di legge è stato assegnato in sede referente e consultiva alle Commissioni Affari
costituzionali e Finanze del Senato.

Nell'ultima seduta al Senato, prima di quella del prossimo 15 novembre, dedicata alla nuova legge fiscale (con mille emendamenti da discutere) è stato annunciato che il disegno di legge del berlusconiano Vincenzo Gibiino  su "Istituzione di nuove case da gioco
in località turistiche, nonché deleghe al Governo per la regolamentazione delle case da gioco e l’adozione di un codice del gioco d’azzardo”, sarà esaminato dalle due importanti commissioni parlamentari.

 A dare il parere in sede consultiva sul disegno di legge saranno anche le Commissioni Giustizia, Bilancio, Istruzione pubblica, Beni culturali, Lavori pubblici, Industria, Igiene e sanità, Politiche dell’Unione europea e la Commissione parlamentare sulle questioni
regionali.

Pareri in itinere che seguono il via libera del ministero dei Beni
Culturali che, in marzo, aveva trasmesso al sindaco di San Pellegrino
una nota breve che gli aveva aperto il cuore: "Non sussistono
opposizioni al rilascio dell’autorizzazione per la riapertura della
casa da gioco».

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