Notizie | sabato 04 novembre 2017

Una storia d'amore lunga 74 anni. Struggente.

E' una storia d'amore lunga 74 anni. Struggente. Ma con un'unica protagonista. Una donna che aveva conosciuto e amato un ufficiale degli alpini in guerra. Non sapeva che dopo l'8 settembre si era unito ai partigiani e nel 1945 a pochi mesi dalla liberazione era stato
ucciso.

Fucilato dai nazisti in una rappresaglia assieme ad altri 22 fra partigiani e gente qualunque rastrellata per le strade di Udine.
La storia d'amore tanto innocente quanto travolgente sboccia nel 1943 a Cannes. Lui è Luciano Predolin, ha 20 anni, Ufficiale degli alpini è in missione in quella località della Costa Azzurra quando conosce Gaby Vincent che di anni ne ha solo 18 ed ha appena ottenuto la maturità al liceo. E' la prima volta che il cuore della ragazza batte per un uomo.
E' una storia d'amore d'altri tempi con tante promesse e un futuro ricco di sogni. Ma c'è la guerra. Dopo due mesi lei deve lasciare Cannes. Si trasferisce a Bergerac. Si separano promettendosi di scriversi e di rivedersi appena possibile. Lei non sa che l'uomo che
l'ha fatta innamorare ha lasciato la Francia. E continua a scrivergli ancora e ancora. Lo fa per sei anni. Non sa che il suo amato è stato ucciso con una raffica di mitra. Pensa che l'abbia dimenticata, che si sia rifatto una vita. Una moglie nel suo paese, magari dei figli.
Smette nel 1949. Una montagna di lettere. Che sono state ritrovate a distanza di decenni da un giornalista del Messaggero veneto. Erano in casa di un nipote dell'ufficiale. Tutte scritte in francese, lingua che Luciano conosceva bene perchè studiava lingue all'università Ca Foscari. Solo una delle centinaia di missive era stata scritta in italiano dall'alpino: quasi per scherzo, per mettere alla prova Gaby che l'italiano stava provando ad impararlo.

La separazione è del 6 settembre, due giorni prima dell'armistizio.
Dopo l'8 settembre Luciano riesce a raggiungere casa a Tramonti di sopra, senza farsi catturare dai nazisti. Lei gli scrive, poi cerca di contattarlo tramite la Croce Rossa. Poi scrive alla mamma di Luciano: “sono senza notizie da 3 mesi”. Ma lui intanto si è unito ai
partigiani e in montagna è difficile mantenere rapporti epistolari.
Una volta riesce a risponderle.”Sto rileggendo la tua lettera, sento che ti amo. Sono sicuro che mi ami, cosa posso chiedere di più dalla vita?". "Quando penso a te - continua il partigiano - cattivi pensieri e preoccupazioni svaniscono, mi resta il profumo dolce del tuo affetto e del tuo amore. Mia piccina perché hai dubitato di me? Perché sei stata così (cattiva) nello scrivermi che se non ti avessi più amata tu ti saresti...Gaby non si ama per essere riamati, ma si ama perché si ama e qualsiasi cosa arrivi, anche l'oblio, chi ama continua ad amare. Desidero che tu abbia fiducia illimitata in me. Anche se non dovessero
arrivarti più mie notizie, vorrei che tu continuassi a dire: Luciano, sono certa che mi vuol bene e io altrettanto".
"Ho ricevuto questa tua prima lettera, sono pazza di gioia – scrive a Luciano nella lettera datata 13 ottobre ma recapitata il 4 febbraio successivo - Questa è la dodicesima lettera che ti invio. Le hai ricevute le altre? Io non ti dimentico e non faccio altro che pensare al tuo ritorno”.

I due continuano a scriversi per tutto il 1944. Lei quasi tutti i giorni, lui raramente. Il 5 giugno 1945 Gaby scrive: "Apprendo che sono stati ripristinati i collegamenti fra Italia e Francia. Ti ho già scritto molte lettere che non so se ti sono pervenute. Se puoi, dimmi come hai vissuto in questo lungo periodo, anche se tu, malauguratamente per me, puoi essere fidanzato o sposato. Io comunque non dimenticherò mai il primo amore che ha colpito il mio cuore. Ti chiedo solo, anche se i tuoi sentimenti sono cambiati, di non lasciare
questa lettera senza risposta".

Lei l'11 febbraio del 1949 conosce un giovane americano, i due si sposano e si trasferiscono negli Stati Uniti. Prima di partire decide di dire l'ultimo addio a quello che è stato il primo e grande amore della sua vita. I toni sono distaccati, ma fra le righe traspare
ancora l'amore travolgente che li ha uniti anche se per soli due mesi:
“Sapete, qualche volta ripenso a quell'opera di Puccini, Madama Butterfly, e mi domando perché quel soldato che dice tanto di amarla, parte e non ritorna più... e penso che se io fossi stata al suo posto avrei scritto a Madama Butterfly e mi sarei spiegata, in modo tale che Madama Butterfly avrebbe compreso e accettato con meno amarezza il suo abbandono. Non voglio diventare la vostra Madame Butterfly e se questa lettera vi arriva, e voi non desiderate rispondermi, semplicemente rispeditela al mio indirizzo e così saprò che, malgrado il vostro silenzio, siete ancora vivo". Ma non riceve risposta. Non sa che il suo amato è stato fucilato l'11 febbraio del 1945 e da ormai da 4 anni è sepolto assieme ad altre vittime della guerra. Ma la storia d'amore, rimasta con un'unica protagonista per così tanto tempo,non è ancora finita perchè il nipote dell'alpino, dopo aver trovato e letto le lettere dello zio sta sta cercando di mettersi in contatto con Gaby o sua figlia per farle sapere che Luciano non l'aveva dimenticata o lasciata per un'altra donna. Era stato trucidato dalla furia nazista.

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