Rubriche | sabato 07 ottobre 2017

Rumenta: pagare meno Tari? Chi ha ragione, Amaie o Comune? - Di Alberto Pezzini

L'amico e ottimo commercialista di Busto Arsizio Paolo Libertini mi segnala che sulla pagina FB di Amaie Energia del 2 agosto c'è il seguente messaggio:”Ricordiamo che tutte le utenze domestiche (famiglie) di Sanremo devono usare questo kit domestico (con l’aggiunta del mastello del vetro per alcune utenze della zona 2). Se ancora non ne sei in possesso, ritiralo al Palafiori in corso Garibaldi (utenze domestiche: lun-mar-gio-sab 9-15; utenze non domestiche: da lun a sab 9-15). Ricordiamo infine che l'utilizzo di ogni altra tipologia di sacco o contenitore non è autorizzato ed è perseguibile”.

Faccio presente che la fotografia ancora oggi visibile sotto l'avvertimento sopraindicato ritrae i sacchi distribuiti soltanto da Amaie Energia così come i contenitori correlativi.

Nell'ordinanza n. 77/2016 del Comune di Sanremo (la madre di tutti i nostri problemi sulla differenziata e sul porta a porta) si legge che:”ORDINA... a decorrere dalla pubblicazione della presente ordinanza a tutti i cittadini di effettuare il conferimento dei rifiuti della frazione organica (umido), unicamente utilizzando sacchetti compostabili realizzati in conformità alla norma armonizzata UNI EN 13432-2002 secondo le certificazioni rilasciate da organismi accreditati (come da etichetta stampigliata sui sacchetti) “.

Parliamo quindi dei sacchetti biodegradabili che ormai qualunque supermercato e negozio di generi alimentari è obbligato a distribuire ai propri clienti.

Per quale motivo Amaie Energia ordina che nessun'altra tipologia di sacco (diversa da quella indicata nella fotografia visibile su FB pagina del 02.08.2017 che tutti purtroppo conosciamo perchè si sfarinano alla vista) è utilizzabile pur essendo i sacchetti compostabili non targati Amaie comunque biodegradabili e anche conformi all'ordinanza comunale ?

Ve lo dico per segnalarvi un'altra argomentazione per non pagare in toto la Tari, quando sarà il momento.

Vi è piaciuto l'uso della virgola ?

Sapete che esiste un detto per cui si dice che nessun un ferro è capace di penetrare nella carne più a fondo di un punto ben messo su di una pagina ? Bene.

Allora sentite questa.

Secondo l'art. 10 Regolamento per i servizi relativi alla Gestione dei Rifiuti (1998) intitolato Periodicità della raccolta, si prevede una frequenza di servizio garantita di 6 giorni su 7 nelle zone intensamente abitate.

Sembrerebbe che da una ricerca – sempre effettuata dall'amico Paolo Libertini – il regolamento del 1998 sia ancora l'unico vigente a Sanremo.

Se così fosse, come si spiegherebbe (vivo in Via Zeffiro Massa e credo non esistano dubbi sulla popolosità della mia via) che debba tenermi l'indifferenziato per una settimana in casa se il servizio di raccolta garantito dovrebbe funzionare sei giorni su sette ?

Si potrà utilizzare questo dato come parametro negativo ma certo per pagare meno Tari, quando sarà il momento.

State attenti alla virgola.

Per chi non lo sapesse, ricordo che l'ordinanza n. 22531 del 27 settembre 2017 della Corte di Cassazione Sez. V ha stabilito che la riduzione tariffaria spetta per il solo fatto per cui il servizio di raccolta, debitamente istituito e attivato, non venga poi concretamente svolto, ovvero venga svolto in grave difformità rispetto alle modalità regolamentari.

Finisco con una domanda.

Se il servizio va assicurato, 6 giorni su 7 nelle zone densamente abitate, come devo considerare l'EcoPunto, anzi gli EcoPunto ?

Un servizio sostitutivo ?

Ma se pago centinaia di euro, è logico che io debba caricarmi la rumenta dentro il bagagliaio dell'auto per portarla all'uscita dell'autostrada o vicino alle anime dei defunti, all'Armea ?

E' logico e coerente, e legittimo (mi sussurra una vocina) un servizio che mi dicono esserci anche se soltanto con i miei mezzi sono costretto a raggiungerlo perchè lontano da casa mia ?

Devo pagarmi anche la benzina, quindi ?

Posso detrarla dalla Tari ?


 



Ti potrebbero interessare anche: