Rubriche | sabato 30 settembre 2017

Sanremo 2018, se il ritardo diventà un'opportunità...

A pochi mesi dalla manifestazione ancora nessun rumor sul possibile cast   Di Maurizio Scandurra

Come nel 2004 ai tempi di Tony Renis e Simona Ventura, ben 14 anni si ripete una storia già vista: la macchina di Sanremo 2018 è in ritardo, e si restringono tempi e modi per garantire un Festival di successo. Già, perché quest’anno sembra difficilissimo giungere a una situazione di certezza fondata sulla quale costruire una kermesse degna delle precedenti tre edizioni targate Carlo Conti.

Claudio Baglioni, artista indiscusso e altrettanto valido cantautore e showman, proverà, facendo i conti con il tempo che gli resta, a concertare uno schema capace di riportare a Sanremo la grande musica? E, se sì, lascerà fuori dalla porta, una volta tanto, tutti gli orribili prodotti di scarto dei talent show? Sarà finalmente la volta dei grandi ritorni di artisti veri, assenti da troppo tempo dal rinomato palco ligure, anche perché ingiustamente spesso biecamente bistrattati dall’indotto discografico di serie A?

Claudio Baglioni restituirà, con la propria credibilità di gigante delle sette note, la giusta credibilità alla forma-canzone propriamente intesa, scevra da elettronica a 360° e degna di arrangiamenti veri?

Di certo, si preannuncia un’edizione festivaliera difficile, per la brevità del tempo in cui mettere in equilibrio tasselli diversi che necessitano di una composizione armonica e virtuosa, per potersi allineare tutti bene insieme…

Di certo, la conoscenza diretta da parte di Baglioni di molti autorevoli colleghi può far ben sperare nel ritorno di nomi altrimenti impossibili in gara, superando le logiche di appartenenza discografica…

Di certo, Claudio Baglioni sa intrattenere le folle, piace a tutti indistintamente, è l’erede moderno universale e insuperato del grande Lucio Battisti…

Di certo, anche nelle vesti di conduttore, con l’ausilio di un valido team autorale, può fare la differenza, se ben supportato…

E, dulcis in fundo, la sua presenza potrebbe essere artisticamente un incentivo per il ritorno all’Ariston di tante grandi interpreti femminili di spessore che mancano da tempo. Tutte buone premesse, se solo il ritardo, in questo caso, diventa un’opportunità.

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