Rubriche | sabato 30 settembre 2017

L'Inno nazionale? lo ha scritto un massone

Vi siete mai chiesti perchè l'Inno nazionale comincia con "Fratellid'Italia"? Pochi ci hanno fatto caso, ancora meno vi hanno intravvisto, fra le parole, una connotazione massonica. Eppure l'Inno e la Massoneria sono legati da un solido "Fil rouge". Goffredo Mameli, quando nel 1847 ha scritto "Fratelli d'Italia", era massone. E, a riprova della sua appartenenza e devozione alla Massoneria, i "fratelli" gli dedicheranno a futura memoria una loggia. Mameli, patriota, morirà l'hanno successivo in difesa della Repubblica romana.
Un secolo dopo "Fratelli d'Italia", messo in naftalina dal Ventennio fascista (che lo aveva sostituito con la Marcia reale), verrà riproposto in pompa magna come Inno d'Italia dal ministro della guerra dell'allora governo De Gasperi. Era il 12 ottobre 1946 e il repubblicano Cipriano Facchinetti impose che "Fratelli d'Italia", da quel giorno in avanti,  fosse suonato in occasione del giuramento delle forze armate. Facchinetti come Mameli era massone. Il ministro era addirittura ai vertici della Massoneria nazionale con la carica di primo sorvegliante nel Consiglio dell'Ordine del Grande oriente d'Italia e affiliato alla loggia Eugenio Chiesa. Da quel giorno "Fratelli d'Italia" è l'inno nazionale "ufficioso"  della Repubblica italiana. Ufficioso e provvisorio perchè non è stato mai
istituzionalizzato con un decreto e ancora di più perchè non è stato mai contemplato dalla Carta costituzionale.

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