Rubriche | sabato 30 settembre 2017

Il mistero di un U boot tedesco che, dopo la fine della guerra, vagò per un mese disperso nell'oceano


 E' una storia di guerra e di fantasmi. Senza eroismi. Solo disagio, paura, fatica. Il 22 aprile del 1945, una settimana prima che Hitler si togliesse la vita  nel bunker di Berlino, un sommergibile tedesco - uno dei pochi rimasti della flotta dell'ammiraglio Donetz -  era partito per una missione impossibile: affondare il maggior numero di navi nemiche. Tanto impossibile, considerate le forze in campo, che l'avevano chiamata "Missione per andare in cielo".

Un nome in codice neppure troppo enigmatico. Il sommergibile era l'U 1277 della Krieg Marine. A bordo un equipaggio di 47 uomini. Più che uomini ragazzi fra i 18 e i 20 anni, assolutamente inesperti come lo era il comandante Peter Stever che di anni ne aveva 27. Alla morte di Hitler l'ammiraglio Donetz che, per pochi giorni, ne raccolse l'eredità alla guida del III Raich, trasmise un ordine a tutti i comandanti di U boot ancora in mare: disattivare i siluri, emergere, innalzare la bandiera nera e arrendersi.

Ma quei ragazzi dell'U 1277 che dovevano combattere nella Manica si erano persi. Nei primi giorni il comando tedesco li aveva considerati disertori mentre gli inglesi, che temevano un ultimo colpo di coda, li cercavano sopra e sotto la superficie del mare. L'U boot sembra scomparso nel nulla. Fino alla notte del 3 giugno, un mese e più dall'inizio della missione, quando i pescatori di Angeiras,
sobborgo sul mare della città di Porto, in Portogallo, videro sbucare dalle tenebre una piccola flotta di canotti neri. A bordo 47 giovani laceri, sfiniti, sporchi e affamati. Era l'equipaggio dell'U 1277, sabotato poco prima perchè finisse sul fondo del mare. 


I pescatori portoghesi che quella guerra, per loro fortuna, non l'avevano conosciuta,  aiutarono quei ragazzi  a raggiungere la riva, li soccorsero, li sfamarono, li vestirono. Fecero quello che impone la legge del mare. Più tardi i marinai alzarono le mani in segno di resa quando arrivarono i gendarmi portoghesi. Speravano nella neutralità di quel paese. Ma dopo pochi giorni vennero consegnati agli inglesi che li rinchiusero in un campo di concentramento per due anni. Poi ritornarono a casa nella Germania devastata da 5 anni di guerra.

Del sommergibile tedesco non se ne parlò più fino al 1973 quando alcuni pescatori, infuriati per le troppe reti distrutte da un oggetto misterioso collocato sul fondo a 300 metri dalla riva, chiesero l'intervento dei sommozzatori per conoscere l'origine dei danni. E quella storia di guerra e fantasmi riemerse dal fondo del mare.

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