Notizie | sabato 30 settembre 2017

"Caro Comune di Sanremo, non pagherò la Tarsu, certo non per intero. Posso farlo, ecco perché" - La lettera di Alberto Pezzini

"La pagherò facendomi una generosa riduzione. Si può fare, sapete.La Cassazione Civile Sezione Tributaria lo ha stabilito con un'ordinanza del 27 settembre, bella fresca ed aggiornata quindi."

Caro Comune di Sanremo,

noi non abbiamo mai intrattenuto un rapporto sereno, lo so, ma non è colpa di nessuno.

Diciamo che non ci prendiamo di nostro, e che nessuno dei due ha mai compiuto uno sforzo per farsi andare bene l'altro.

Tu con la tua sporcizia nelle strade, i topi dissennati sulla ciclabile e ovunque, la tua insicurezza per le strade, io con i miei articoli che rompono le palle a tutti, un libretto sulla rumenta in cui non faccio altro che criticare, il mio carattere impossibile.

Un matrimonio inconciliabile. Qualche sforzo l'abbiamo fatto, però.

Ho scritto un libro anche su Sanremo, Viaggio nel Ponente Ligure. Ad una sua presentazione è venuta anche l'Assessore al Turismo Daniela Cassini.

Dopo qualche mese, l'avete dimissionata.

Ce l'avete proprio con me, quindi.

Allora ho pensato una cosa, a la guerre comme a la guerre.

Tra qualche mese mi arriverà la Tarsu ed io ho deciso di non pagarla.

O almeno, di non pagarla per intero.

La pagherò facendomi una generosa riduzione.

Si può fare, sapete.

La Cassazione Civile Sezione Tributaria lo ha stabilito con un'ordinanza del 27 settembre, bella fresca ed aggiornata quindi.

Il D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 59, comma 4 stabilisce tra le altre cose che se il servizio di raccolta, sebbene istituito e attivato, è effettuato in grave violazione delle prescrizioni del regolamento relative alle distanze e capacità dei contenitori ed alla frequenza della raccolta, il tributo è dovuto nella misura ridotta (cioè in misura non superiore al 40% della tariffa).

Questa ordinanza arriva da Napoli, dove l'Hotel Britannique aveva sollevato la questione facendosi forte della situazione generalizzata di grave e duraturo malfunzionamento che affligge il servizio della nettezza urbana.

Sanremo non è Napoli, qualcuno dirà.

Quindi la devi pagare. Ma perchè – secondo voi – è giusto che io tenga in casa l'indifferenziata per una settimana o debba uscire alle 6.30 della mattina per smaltirla ? A me no.

Tenete presente che qualcuno osserverà che una riduzione del genere non ce la si può fare perchè implicherebbe oltretutto una responsabilità del Comune. Un onere della prova pesante.

No, vi sbagliate.

La bellezza dell'ordinanza sta anche in questo.

Il presupposto della riduzione della Tarsu non richiede che il grave e non temporaneo disservizio sia imputabile a responsabilità dell'amministrazione comunale o comunque a causa che, rientrando nella sfera di controllo od organizzazione, sia da questa prevedibile e prevenibile.

Il presupposto va visto soltanto nel fatto, ad esempio, che il servizio sia svolto con una frequenza capace di penalizzare l'utente, magari facendolo andare anche lontano dalla zona di residenza.

I punti di raccolta all'Armea o all'autostrada sono esempi di grave violazione delle prescrizioni del regolamento del servizio di nettezza urbana, relative alle distanze dei contenitori.

Perciò farò così.

Quando mi spedirai il mio conto Tarsu, lo pagherò facendomi uno sconto del 40% e poi attenderò fiducioso la cartella dell'Agenzia delle Entrate per la differenza.

Impugnerò la cartella davanti alla Commissione Tributaria portando come prova anche Capitan Rumenta.

Lo faccio per due motivi.

Prima di tutto perchè non mi piace spendere soldi per un servizio che da tempo, da troppo tempo, non funziona.

In seconda battuta, perchè non si silura un Assessore che sa parlare italiano e che almeno una volta ha voluto porgere una mano a chi ha scritto bene di Sanremo.

Pensa, caro Comune, se tanti cittadini dovessero seguire questo mio suggerimento.

Saresti davvero costretto a mandare via anche uno come Gorlero.

Ciao

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