Rubriche | sabato 26 agosto 2017

Il MOAC rincontra il Palafiori. Ancora pochi giorni per visitarlo - Ogni settimana inizia con weekend

Sanremo/Palafiori

Quando ero piccola non aspettavo altro che arrivasse la metà di agosto per andare alla fiera-mercato che mi piaceva di più. Ogni anno compravo un paio di orecchini a forma di animaletto, in un materiale simil porcellana, che riuscivo a trovare solo ed esclusivamente lì. Da brava bimba vanitosa, la mia collezione non poteva che aumentare anno dopo anno.

Poi all’improvviso qualcosa cambiò: spostarono la location della “fiera” per eccellenza (del mio immaginario ovviamente) dal Palafiori al mercato dei fiori di Bussana, cambiarono gli espositori, diventò più dispersiva e di conseguenza diminuì l’entusiasmo.

Ecco allora che da appuntamento immancabile divenne un evento estivo come un altro, di quelli dove si va tanto per andare, è sempre piacevole fare qualcosa di diverso.

Dopo la parentesi d’assenza dell’anno scorso, il MOAC quest’anno però è tornato più forte che mai, con la carica e il protagonismo che si merita; non più in “periferia”, ma nel pieno centro città.

Molti di voi ci saranno già andati, altrettanti invece non ancora e a questi altrettanti ricordo che rimane a disposizione solamente questo weekend. L’ingresso del pubblico è previsto dalle 16 alle 24.

Per invogliare coloro che ancora non possono vantarsi della firma sul registro presenze del MOAC do allora qualche informazione in più.

Il MOAC, o meglio detto Mostra Mercato dell’Artigianato di Sanremo, arriva quest’anno alla sua quarantanovesima edizione con l’aspirazione di riportare in vita un evento che unisce tradizione ed innovazione, manualità e creatività. Da sempre il MOAC accoglie espositori provenienti da ogni parte del mondo che fanno delle loro arti tradizionali il core business della loro azienda. Ci sono i tappeti artigianali del Pakistan, i tessuti in lana di alpaca della scuola cusquefia, ci sono le bambole in legno russo e l’abbigliamento in cotone indiano. Per non parlare poi di tutte le leccornie locali, che portano sapori e profumi d’Italia e non solo sulla nostra terra matuziana. Negli anni il MOAC è diventato luogo di incontro, di scambio e di salvaguardia dell’artigianato artistico locale, regionale, nazionale ed internazionale. Un tempo le dimostrazioni delle tecniche artigianali più disparate la facevano da padrone, c’era chi tesseva il cotone, chi incrociava la paglia o chi lavorava la pelle, oggi forse è più un’esposizione con largo spazio al commercio, ma resta l’atmosfera multiculturale dell’evento.

Quest’anno inoltre è presente anche un ristorante che propone prodotti esclusivamente a km 0, così da gustare sul momento piatti e tradizioni della cucina locale.

Il tutto in una location che spesso diamo per scontato.

Il Palafiori, noto per essere sede del parcheggio del centro, è in primis centro congressuale multifunzionale. E’ dotato di tre sale congressi con impianti altamente moderni e tecnologici che possono ospitare fino alle 600 persone, tre sale polifunzionali ideali per esposizioni di stands come questa, due ampie terrazze ed una sala museale all’avanguardia realizzata da una delle aziende leader d’Italia nel campo.

Coloro che hanno memoria storica e si ricordano le edizioni d’oro di quest’evento, forse lamenteranno l’assenza del coinvolgimento ludico di un tempo; ma chi come me, che al massimo ricorda il fremito dell’attesa, non può che notare quanto, indipendentemente dalle sue caratteristiche, il MOAC coinvolga ed entusiasmi ancora oggi un pubblico di tutte le età.

Si inizia a costruire un castello sempre dalla prima pietra.

Speriamo che l’edizione di quest’anno sia la pietra sulla quale cementificare la ristrutturazione di un’importante manifestazione come questa.


Buon fine settimana,


Floriana Palmieri


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