Rubriche | giovedì 24 agosto 2017

Don Adriano Gennari: una vita tra carità e fede

Dalle ‘preghiere di intercessione’ alle molteplici guarigioni insperate. Una realtà da conoscere.   Di Maurizio Scandurra

Tra i primi doveri etici e deontologici di un giornalista, anche per chi scrive, vi è soprattutto quello di portare alla luce della comunità dei lettori argomenti, circostanze, realtà e fatti realmente positivi e propositivi: in grado, dunque, di offrire una ventata di sana speranza a più persone possibili. Cittadini della riviera ligure compresi. Per una volta tanto, davvero una buona notizia.

E veniamo al punto. In un’era dominata da una forte e imperante scristianizzazione della società, nonché da un’altrettanto, evidente secolarizzazione che non conosce eguali e dilaga in ogni ambito dell’umano, c’è ancora qualcuno che guarda alla preghiera come una risorsa attuale e immortale: la sola in grado - quando Dio vuole e lo consente, sia ben chiaro - di compiere miracoli.

Lo sa bene don Adriano Gennari, veronese di origine ma torinese di adozione, 74 anni il prossimo 11 agosto, che in 40 e più anni di ministero sacerdotale (lasciò un posto sicuro in ‘Fiat’ per seguire la propria santa vocazione) ha radunato intorno a sé, puntando tutto sul valore indiscutibile e indiscusso della preghiera stessa, quella che di fatto è la più grande comunità di fedeli del capoluogo piemontese, formatasi e radunatasi spontaneamente, che prende il nome di ‘Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione’.

Una Onlus fondata, come recita lo statuto costitutivo, sui temi cardine della preghiera (della celebrazione e adorazione eucaristica, in particolare, come dice il nome stesso) e dell’accoglienza e aiuto a poveri, malati, bisognosi e sofferenti, nonché basata sull’apporto gratuito e spontaneo di ben 250 volontari.

I quali sono impegnati giornalmente a Torino in via Belfiore 12 (in pieno centro storico, dietro la stazione centrale di Porta Nuova) alla ‘Mensa dei Poveri, che appronta e distribuisce circa 150 pasti caldi al giorno, ben 700 sacchetti-pasto la domenica e i festivi e 300 pacchi-famiglia mensili con viveri di prima necessità a gente che non può permettersi neanche una briciola di pane.

Ma i volontari collaborano quotidianamente anche alla raccolta del cibo e degli alimenti, reperendolo direttamente da produttori, supermercati, GDO, piccoli negozi e botteghe artigiane che contribuiscono gratuitamente e con gioia autentica all’opera di aiuto e assistenza primaria agli ultimi creata da Don Adriano Gennari (sacerdote cosiddetto ‘carismatico’, in quanto a lui sono riconosciuti i doni, detti ‘carismi’, dello Spirito Santo).

Che, oltre alla suddetta mensa, dispone inoltre di due centri d’ascolto, in cui dare assistenza, conforto e indirizzo alle persone più bisognose ricevendole tutte singolarmente e pregando con forza per loro e con loro “senza distinzioni – dice don Adriano - perché tutti egualmente figli di Dio e dunque fratelli” (compresi musulmani, credenti di altre religioni, nazionalità e omosessuali): uno a Torino (tel. 011 4377070), e l’altro presso il Monastero di Casanova a Carmagnola (tel. 011 9795290), nella seconda cintura del torinese, quasi al confine con la provincia di Cuneo.

Un’abbazia millenaria cistercense di gran pregio storico e architettonico, acquistata all’asta e ristrutturata con il solo aiuto della Divina Provvidenza e i contributi spontanei di fedeli insieme ai lasciti di numerosi benefattori (compreso il prezioso ‘5 x mille’, essendo in tempo di rendicontazione dei redditi) che, nel corso degli anni, si sono avvicinati alla figura e all’attività di don Adriano Gennari, avendo testato ciascuno personalmente su di sé e i propri cari quanto questo moderno e autorevole campione della fede - teso tutto soltanto al bene del prossimo - sia un potente strumento gradito a Dio, e totalmente affidato alle Sue sapienti mani.

Ma don Adriano Gennari (uomo che prega instancabilmente per tutti, sorride e accoglie incessantemente tutti nel vero senso del termine), al di là del servizio caritatevole che svolge quotidianamente (appartiene infatti all’Ordine di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, il Santo sociale torinese dei poveri e degli infelici, di cui è fervido e attento seguace), è anche noto per le sue ‘preghiere di intercessione’: grazie alle quali, dagli anni ’90 a oggi, sono migliaia le persone che hanno ottenuto guarigioni insperate (e scientificamente inspiegabili) da mali incurabili o giunti ormai all’ultimo stadio (testimoniate per iscritto in un apposito archivio della sua Onlus con tanto di documentazione medica allegata, e disponibili anche sul sito www.cenacoloeucaristico.it), nonché sollievo e ripresa da gravi condizioni di salute fisica e psichica o da situazioni di pesante dissesto economico e finanziario, ritrovando speranza, lavoro. E, soprattutto, gioia di vivere. Di pregare.

Come? Partecipando alle solenni messe di guarigione e liberazione che don Adriano celebra ricorrentemente – con richiesta crescente – in svariate località italiane tra cui Torino e provincia, Aosta, Pavia, Siracusa e Bologna, tanto per citare le più note.

Celebrazioni tutte basate, al termine della sacra funzione, su un momento intenso di adorazione eucaristica durante il quale don Adriano colpisce e rapisce il cuore dei fedeli con intenzioni rivolte a Gesù Santissimo Sacramento (“E’ Lui che guarisce”, chiarisce e sottolinea sempre il sacerdote) di una tale potenza ed efficacia da condurre a una naturale commozione chi vi assiste: raggiungendo il culmine nell’invocazione dello Spirito Santo, punto di partenza imprescindibile – per don Adriano Gennari – di ogni corretta preghiera a cuore puro che voglia e possa dirsi tale.



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