Rubriche | sabato 19 agosto 2017

La cucina bianca di Mendatica - Ogni settimana inizia con un weekend

Sanremo/Mendatica, 70 km, 1h 12min

 

 

Prendi qualche patata, una toma morbida, burro quanto basta e una tritata di menta fresca ed ecco nascere uno dei piatti per eccellenza della cucina bianca.

Pochi ingredienti davvero: quelli giusti. Ricchi di sapore e nutrienti, ma poveri di colore tanto da ribattezzare quella cucina che racchiude tutte le specialità tipiche della civiltà delle Malghe.

Gli antichi mendaighini si accontentavano di ortaggi poco colorati come le patate, i porri, l’aglio e le rape, tipici dell’ambiente montano, e di tutti quei prodotti che la pastorizia permetteva loro di produrre e di raccogliere sui sentieri della transumanza. Qui in alta quota il rosso dei pomodori non cresceva e l’olio era considerato un bene così prezioso da usare con parsimonia.

Con questi pochi prodotti, durante gli spostamenti dei greggi, in rifugi scarsamente attrezzati nascevano i piatti semplici della cucina bianca, una tradizione culinaria che per secoli ha unito le comunità della nostra Alta Val Arroscia, della montagna cuneese e delle valli occitane e che oggi, soprattutto in estate, dà nuova vita ai territori delle malghe.

Le frazioni attorno al Monte Saccarello (Mendatica, Cosio, Montegrosso Pian Latte e Pornassio), oggi come oggi abitate solo nel periodo estivo, ma che un tempo erano centri di vita e condivisione, ci riportano in queste occasioni indietro nel passato, facendoci rivivere la dura vita agropastorale e le antiche ricette tramandate di generazione in generazione.

Questo weekend, ed in particolare stasera, andiamo allora a Mendatica, dove la sagra della cucina bianca ci aspetta. Raggiungere la nostra destinazione è un po’ lungo a dire la verità, ma addentrarsi nel cuore della Val Arroscia tra macchia mediterranea, uliveti e vigneti dà sempre quella sensazione di straordinario relax.

Mendatica, tra il grigiore delle sue casette in pietra, ci offre ogni anno una serata interamente dedicata alla memoria di questo patrimonio gastronomico proponendo un percorso itinerante tra le vie del borgo.

Nella scoperta del paese passiamo nei diversi punti di degustazione dove vengono proposti i piatti caratteristici della cucina bianca, preparati dalle famiglie del borgo: Pan fritu, streppa e caccia là, turle, torta di patate, rajore de Cuxe, raviore, lapolenta bianca, gran pistau e l’immancabile Bruss, la ricotta simbolo della cucina povera fermentata e rimestata per circa una settimana.

Il centro storico è molto suggestivo, tipicamente ligure, fatto di stretti carrugi che si intersecano l’uno nell’altro. In questa occasione ai sapori semplici e agli aromi invitanti, si aggiunge anche della buona musica e un grazioso mercatino di artigianato e prodotti tipici che rendo il paese insolitamente più interessante.

Perché non perdersi la visita di Mendéga? Perché nonostante il mare sia a due passi poco influenza la cultura di questo posto. Perché Mendatica, dopo la frana straziante di quest’inverno, ha bisogno di forza e dell’appoggio di ognuno di noi per preservare le tradizioni che la caratterizzano.


Una buona serata,


Floriana Palmieri


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