Rubriche | sabato 12 agosto 2017

Storia, dubbi e perplessità: la vita di un clochard che vive fra deiezioni e rumenta sul porto in mezzo alla gente



Incredibile: un clochard male in arnese, pieno di croste sulla faccia,
ovviamente con un tasso alcolico con una carica incendiaria degna di
un lanciafiamme, che prima ha vomitato per terra, poi se la è fatta
addosso. Tutto sul porto di Montecarlo, vicino al gazebo di uno
skipper che effettua gite in mare alla ricerca di balene e delfini.
Puzza inimmaginabile, degrado a non finire. Una signora chiama
l'autoambulanza perchè soccorrano il malcapitato, poi i gendarmi.
L'autoambulanza arriva, ma lui decide di non farsi soccorrere. Di
gendarmi neppure l'ombra. La mattina del giorno dopo era ancora lì,
addormentato per terra, sempre più sporco e puzzolente. Mi sono
chiesto: ma come proprio a Montecarlo, nel Principato opulento e
dorato dove l'intolleranza verso questi personaggi è totale e
assoluta? Mentre mi arrovellavo con questi pensieri ho avuto un lampo
e mi sono guardato intorno. Cavolo, mi sono detto:non sono a
Montecarlo, sono a Sanremo, a Portovecchio, a venti metri dai
ristoranti e dell'ingresso del supermercato. E allora i dubbi sono
volati via e ho capito. E non ho potuto fare  meno di pormi una
domanda: ma questa è la città turistica che si propone agli ospiti a
Ferragosto? Penso proprio che qualcosa non funzioni nelle istituzioni,
a tutto tondo.

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