Rubriche | domenica 16 luglio 2017

Valensole e la LAVANDA - Ogni settimana inizia con un weekend, di Floriana Palmieri

Sanremo/Valensole, 260km, 2h 52min

Come tutte le cose belle bisogna “soffrire” per ottenerle, come tutte le cose preziose bisogna scoprire dove si trovano e raggiungerle per poterne approfittare dello splendore.

Giungere alla destinazione di questo weekend è un po’ lungo, ma nulla ci vieta di preparare un piccolo trolley e di metterci in auto per una 24ore fuori porta. Ovviamente quello che vi consiglio è proprio questo, ma se non potete può andar bene anche una sveglia di mattino presto e la voglia di scoprire uno scenario affascinante.

Andiamo a Valensole: uno dei piccoli abitati della Provenza dove il nostro sguardo si perde in un’estrema concentrazione di campi coltivati a lavanda. Uno spettacolo unico e raro da vedere se non in un breve periodo estivo.

La leggenda racconta che sia stata la fatina di nome Lavandula dai capelli biondi e gli occhi blu a colorare il paesaggio provenzale di viola. Nel cercare su un libro un luogo dove andare a vivere sarebbe rimasta amaramente colpita dalle terre aride e povere della Provenza tanto da iniziare a piangere macchiando tutto il libro con le sue lacrime, quelle lacrime che dicono abbiano reso queste terre belle, colorate e fertili.

Il fiore della lavanda è effettivamente un fiore estremamente attraente con i suoi colori forti e il suo profumo duraturo inconfondibile ed è da sempre per queste zone motivo di visita non solo da noi vicini di casa, ma da visitatori di tutte le parti del mondo. Per tale ragione i diversi paesi della zona ne hanno molta cura e sapientemente in estate, nel momento della fioritura e della raccolta, organizzano eventi a tema.

Questo weekend è l’altipiano di Valensole per l’appunto a celebrare la petite fluer bleue con un insieme di attività che ci portano alla scoperta della lavanda e del lavandino, colture essenziali nell’agricoltura della zona fin dagli inizi del XX secolo.

All’arrivo in paese espositori di prodotti artigianali regionali ed espositori di materiali agricoli dedicati alla lavanda ci coinvolgono a 360 gradi nella lavorazione di questo prodotto, accompagnati da sfilate degli abitanti in abiti folcloristici per le vie del paese, spettacoli delle Lavandières con i loro canti tradizionali e altre esibizioni itineranti. Il solo pensiero mi fa sentire come in un film, totalmente scollegata dal mondo e dallo stress della città e del lavoro. Camminiamo liberamente a piedi tra le distese di campi (ricordiamoci comunque che siamo sempre ospiti di un posto che va rispettato) e poi, prendendo la navetta messa a disposizione dall’evento, raggiungiamo una delle distillerie limitrofe dove poter scoprire appieno i segreti della sua lavorazione o visitiamo il museo della lavanda.

Chi è alla ricerca del vero amore potrà anche farsi preparare una personale pozione magica con il dolcissimo profumo di lavanda, che si pensa possa far innamorare gli uomini e allontanare quelli più possessivi. Perfetto, non credete?

Per pranzo ritorniamo nel grazioso centro di Valensole con le sue vie antiche, le cappelle e la fontana del 1700 e mangiamo in uno dei ristoranti del posto che per l’occasione propongono dei menu tematici. Ci sarà da assaggiare la qualunque, primo fra tutti il miele alla lavanda che qui è veramente caratteristico.

Concludendo la giornata, alla luce del tramonto, per mettere la ciliegina sulla torta prendiamo ancora una volta la navetta in direzione dell’area di volo e andiamo a sorvolare i campi in elicottero. Un quadro pittoresco e bucolico che faccio fatica anche ad immaginare. Sono sicura che i colori e i profumi della Provenza vi rimarranno impressi nel cuore. In ogni caso, se non potete arrivare fin qua giù, ricordate che anche la nostra provincia non è da meno in questo campo e Cosio è sicuramente un’ottima destinazione alternativa per questo weekend con la sua Festa delle Erbe e della Lavanda, tenuta negli intrecci di strade medievali del borgo ogni terza domenica di luglio.


Buona domenica al profumo di Lavanda,


Floriana Palmieri






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