Rubriche | sabato 08 luglio 2017

Il Festival teatrale a Borgio Verezzi - Ogni settimana inizia con un weekend

Sanremo/Borgio Verezzi, 79 km, 1 h

C’è un piccolo paesino che spesso mi stupisce. Chi meglio di lui propone eventi così originali e può vantare caratteristiche tanto variegate, tutte da scoprire: è Borgio Verezzi, meta di una delle nostre prime escursioni.

A quel tempo avevamo visitato il piccolo borgo per le sue grotte colorate e meravigliose; questo weekend andiamo a Borgio perché da decenni ospita uno dei Festival teatrali più importanti d’Italia. L'avreste mai detto?

Da stasera fino al 24 agosto infatti in questo splendido borgo ligure si terranno ben dieci spettacoli, otto dei quali in prima nazionale e uno addirittura, itinerante, all’interno delle celebri grotte. 

Era l’estate del 1967 quando quasi per gioco nacque questo evento. Alla luce di un cielo stellato che faceva capolino tra i tetti delle antiche costruzioni, la suggestiva scenografia naturale della piazzetta di Sant’Agostino ispirò l'<wbr></wbr>ideazione del Festival che anno dopo anno diventa sempre più importante.  

Nella sua territorialità Borgio Verezzi è un teatro naturale, dalle tipiche caratteristiche liguri, dai caldi colori e profumi di una Liguria tanto tradizionale. Borgio è armonioso nell’insieme delle sue quattro borgate distinte, Poggio, Piazza, Roccaro e Crosa, caratterizzate da un unico filo comune: quello delle costruzioni in pietra rosa alternate alle bianche terrazze e agli orti a vista, che dalla roccia al mare creano un panorama intrecciato dai “<wbr></wbr>carruggi” e dalle“creuze” di un tempo. 

Il piccolo borgo affermato come uno dei più belli d’Italia può vantare nel corso degli anni diversi riconoscimenti d’<wbr></wbr>eccezione: dal premio “Perle di Liguria” nel 2008 alla dedica di un francobollo nazionale nella serie turistica nel 2009. Direi che vale la pena di visitarlo!

Passeggiando sul territorio, come in un virtuale percorso da seguirsi rigorosamente a piedi, ecco spuntare negli ultimi anni una serie di pannelli, a muro o su sostegno, che   ripercorrono anno per anno la storia del Festival dal 1967 sino ad oggi con immagini, aneddoti, programmi e protagonisti.

Dal borgo al teatro tutto ci ricorda l'evento: drammi e commedie con sfondo il potere non possono che trovare palcoscenico migliore in questo museo a cielo aperto.

 

“(…)Pala d’altare è la vista che allo sbocco si schiude, inaspettata da strappare un grido“: con le parole del poeta Camillo Sbarbaro vi arriva il mio augurio di un buon fine settimana.

 

Floriana Palmieri

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