Rubriche | sabato 13 maggio 2017

Soldano in musica - Ogni settimana inizia con un Weekend

Sanremo/Soldano, 19 km, 37 min


Occhi e orecchie sempre aperte quando si parla di eventi in Riviera, ma accidenti a volte sfugge qualcosa. Meno male però che c’è sempre un’amica pronta a rinfrescarti la mente.

A volte abbiamo esperienze così belle da vivere sotto il naso, ma non ne siamo a conoscenza. Proprio come l’evento musicale di questo pomeriggio a Soldano: un concerto dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo in una location a dir poco inusuale e naturalmente scenografica, una vigna la cui conformazione ad anfiteatro crea il palcoscenico e l’acustica giusta dove ascoltare un organico di tutto rispetto.

Ecco perché quest’oggi partiamo alla scoperta del piccolo borgo dell’alta Val Crosia che ospita non più di un migliaio di abitanti.

Soldano sembra quasi volersi nascondere alla vista del visitatore, incastonandosi nell’entroterra e custodendo una storia molto antica. Si dice che questo paesino dalle caratteristiche particolarmente liguri sia stato fondato proprio per diventare rifugio degli abitanti di Ventimiglia e dei centri costieri limitrofi in fuga dalle scorrerie dei saraceni. Qualcuno sostiene però che ciò non sia vero e che il motivo della fondazione sia stato per condurvi i prigionieri di guerra del lontano 1100. Sta di fatto che un centro abitato che nasce abbracciato dal torrente Verbone da un lato e dal Rio Fulavin dall’altro non può che avere una connotazione difensiva.

Prima di ascoltare la graziosa esibizione in località Galeae non possiamo che fare un tour veloce del paese e dei suoi angoli più nascosti.

Imboccata la statale che da Vallecrosia si addentra nella valle, superiamo il borgo di San Biagio, attraversiamo il paese e dopo poco ci troviamo in prossimità del Santuario di San Mauro che con il suo stile in pietra quattrocentesco e l’assenza di sacrestia e campanile quasi non sembra essere una piccola chiesa. Troviamo qui una delle prime edicole del paese, a protezione di una campana di bronzo suonata a corda. Si dice che le edicole votive siano state edificate dai cittadini come atto di riconoscenza per una grazia ricevuta. Esattamente come quella avuta da una bambina caduta da un edificio di Soldano e salva per miracolo grazie all’effetto paracadute della sua ampia gonna.

Subito fuori la chiesetta si può osservare la croce missionaria di San Mauro, che si racconta essere stata fissata proprio dal santo passato da qui per raggiungere la Francia.

Torniamo ora verso il centro del paese e lasciamo l’auto in piazza Vecchia, che ormai “vecchia” non è vista la recente ristrutturazione.

In ogni nostro passo non dimentichiamoci mai di volgere lo sguardo e godere degli odori delle coltivazioni di ginestre, mimose e vigneti che avvolgono il borgo dando cuore al famoso rosso doc, il vino Rossese. Per la scoperta del centro storico imbocchiamo uno degli stretti carruggi sulla sinistra della piazza che tra sali e scendi ci permettono di raggiungere gli angoli più interni, conducendoci alla storica parrocchiale barocca di San Giovanni Battista.

Leggendo su Soldano ho scoperto che questo borgo non è sempre stato “solo”. Nella storia infatti quelle che sono ora delle realtà indipendenti, ovvero i paesi di Soldano, San Biagio, Perinaldo, Vallecrosia, Bordighera, Vallebona, Borghetto San Nicolò e Sasso erano strette in un’unica Comunità degli otto luoghi nata contro l’amministrazione ventimigliese che imponeva delle tasse molto elevate. Con il tempo però, come ogni giusta coalizione e con i vari passaggi di dominio, la comunità si sciolse slegando le otto ville e rendendole indipendenti l’una dall’altra.


Ora però la storia è finita, non perdiamo più tempo.

Là dove nasce il Rossese, sta per cominciare la musica.


Un buon fine settimana,


Floriana Palmieri

Ti potrebbero interessare anche: