Rubriche | sabato 13 maggio 2017

Narrativa. "Il sommergibile che non si è arreso: Purga al Cremlino"

Il romanzo a puntate di Gian Piero Moretti

Purga al Cremlino
Stalin è furibondo. Dopo il rientro della flotta, orfana di due
sottomarini e di quasi 300 uomini, chiama a rapporto l'ammiraglio
Kurmakov e il comandante Karpow. "Cosa non ha funzionato? Chi ci ha
tradito?"
Nell'ufficio del dittatore sovietico c'è anche Alla Zhurba
Stanislavovna, la giovane comandante della flotta d'attacco. Stalin si
avvicina minaccioso a Kurmakow e Karpow e li schiaffeggia con violenza
I due, sull'attenti, restano immobili. Non una parola neppure quando
Stalin strappa loro le spalline con i gradi. Non c'è bisogno di
processo. I due, dopo neppure dieci minuti sono davanti al plotone
d'esecuzione. Fucilati per alto tradimento.
Con un'occhiata di fuoco fulmina la giovane ufficiale. Un leggero
tremito del labbro inferiore manifesta il suo stato d'animo. Ma non
mostra paura: sa di avere fatto il suo dovere e di avere obbedito agli
ordini.
Stalin le gira intorno una, due, tre volte. Poi si avvicina e la bacia
sulle guance. "Compagna, hai fatto il tuo dovere". Quindi si rivolge
al capo di Stato maggiore della Marina: "Questa donna va premiata, la
promuovo sul campo capo dell'intera flotta sottomarina. Ammiraglio
faccia il suo dovere".
Il tentativo di assalto agli Usa è stato un po' la prova generale
della Guerra di Corea che di lì a poco avrebbe messo di fronte, sia
pure a istanza,le due potenze mondiali.

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