Rubriche | sabato 15 aprile 2017

Pillole di Storia. Wannsee, Buchenwald e Norimberga: tre tappe determinanti nella storia del nazismo

Sanremo-Berlino e ritorno. Un'occasione, per gli appassionati di
storia, per visitare i teatri dove sono andati in scena i tre momenti
principali di quella tragedia che è stata l'olocausto, lo sterminio
del popolo ebreo.
La prima tappa è Wannsee. Oggi è un elegante quartiere di Berlino, con
uno splendido lago, yacht e ville milionarie. Ma nel gennaio del 1942
è stato la sede della Conferenza di Wannsee dove gerarchi nazisti e
alti funzionari del partito, hanno pianificato in modo meticoloso,
come soltanto i tedeschi sanno fare, lo sterminio degli ebrei.
Dovevano essere 11 milioni. Sono stati "solo" 6 milioni. Ebrei di
tutta l'Europa, anche dell'alleata Italia e dell'amica Spagna. Hanno
pianificato i rastrellamenti, i trasferimenti verso i campi di
sterminio, l'eliminazione fisica. Un lavoro certosino durato settimane
nel corso del quale nessuno dei presenti ha mai pronunciato la parola
"uccidere" definendo il genocidio con un termine anonimo che ancora
oggi fa rabbrividire: Soluzione finale. La conferenza venne
organizzata dal generale delle SS Reinhard Heydrich. L'alto ufficiale
delle "Teste da morto" non fece una bella fine. Era stato mandato da
Hitler a Praga per governare i territori di Boemia e Moravia. E lui lo
fece così bene da meritarsi il titolo di "Boia di Praga". Il clima di
terrore instaurato in quelle regioni, la fila interminabile di
uccisioni, mise in moto un progetto inglese per eliminarlo,
l'Operazione Anthropoid. Quattro partigiani dell'allora Cecoslovacchia
annessa al Raich vennero paracadutati con un solo obiettivo: uccidere
Reinhard Heydrich. Il 27 maggio del 1942 passarono all'azione mentre
il generale si recava in auto al comando. Cercarono di colpirlo con i
mitra Sten degli iglesi, ma fecero cilecca. Allora scagliarono contro
l'auto una bomba a mano che lo ferì leggermente. Sui libri di storia
si vede Heydrich in un letto d'ospedale sorridente. Ma il sorriso
sulle labbra durò poco perchè una piccola scheggia della bomba a mano
prima di conficcarsi nella sua schiena attraversò lo schienale
dell'auto portando con se un residuo di crine di cavallo
dell'imbottitura. Quel "niente" gli provocò un'infezione, poi una
setticemia e la morte il 4 giugno. Otto giorni dopo l'attentato.
Seconda tappa a pochi chilometri da Waimar in uno dei campi di
concentramento e sterminio più vicino a Berlino: Buchenwald. E' un
campo dove, oltre agli ebrei, sono stati uccisi migliaia di militari
inglesi e  americani, contro tutte le convenzioni internazionali che
proteggono i prigionieri di guerra. Nel campo si moriva di fatica, di
stenti, di malattie, ma anche vittime degli esperimenti di medici
criminali. O anche per un colpo di pistola alla nuca, così, per il
sadico divertimento dei guardiani. Il campo è tristemente famoso
perchè vi è stata rinchiusa e vi ha trovato la morte la principessa
Mafalda di Savoia, figlia del re d'Italia.
La terza tappa segna la fine di tutto e la punizione. A Norimberga,
dove si svolgevano le adunate oceaniche dei nazisti (anche due milioni
accampati per ascoltare la voce di Hitler) c'è ancora il tribunale
dove, nel 1946 sono stati processati per crimini contro l'umanità e
condannati quasi  tutti i gerarchi nazisti. Condanne a morte sulla
forca eseguite nella prigione a fianco al palazzo di giustizia. Forse
gli unici due edifici rimasti in piedi in una Norimberga rasa al suolo
dai bombardieri alleati nei cinque anni del conflitto. L'aula del
tribunale è rimasta com'era 70 anni fa. Basta varcare la soglia e
chiudere gli occhi per ritrovare l'atmosfera severa e solenne di
allora.

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