Rubriche | sabato 15 aprile 2017

"Je ne suis un ratto". Il fattore umano che manca a Sanremo - di Alberto Pezzini

Questa mattina mi sono alzato presto (abbastanza) e sono andato in palestra. Cazzi tuoi, penserete voi. Oppure, chi se ne importa. Invece vi importa. Nel tratto che separa casa mia dalla palestra a correre verso quest’ultima eravamo in due. Un topo ed io. Erano le 8 di una splendida mattina d’aprile, quasi d’estate.

Aprile – diceva Thomas Stearns Eliot – è il più crudele dei mesi. Gabriele D’Annunzio privilegiava aprile come un mese cinerino perché consacrato alle piogge.

Io, personalmente, non lo vedo cinerino ma l’ho trovato murino, ossia dedicato ai ratti. Uscire al mattino presto e vedere un topo che percorre la strada con te, non è bello sotto l’aspetto estetico.

Non ho mai preteso che a Sanremo fossero tutti come Vittorio Sgarbi o ancora prima di lui come Roberto Longhi, lui sì insuperabile critico dell’arte e amante dell’armonia estetica, ma non voglio neanche morire di peste murina(che non c’entra nulla con la marca di vetro soffiato La Murrina, sia chiaro).

Non voglio diventare un esperto in animali sinantropi perché il nostro servizio di igiene urbana non funziona.

Gli animali sinantropi sono tutti quelli che vivono insieme all’uomo in insediamenti urbani, pur non appartenendogli. Diciamo che magari c’erano anche prima di noi ma non è detto che debbano continuare ad esserci. Per quanto i gabbiani siano pericolosi, li tollero. I piccioni sono veicoli anch’essi di grave malattie (basti pensare alle zecche) ma i ratti, signori, quelli belli grossi come il mio vicino, mi fanno schifo. Il problema è uno.

Con il caldo, e la immondizia per strada, i ratti impazzano. E impazzeranno. Pensate che perfino l’acqua, la semplice acqua, dovrebbe essere mantenuta lontana dai roditori. E’ inutile prendersela con i cittadini che buttano la spazzatura dove non dovrebbero. Torme di maiali civici sono sempre esistite ma dobbiamo e anzi – scusate – dovevate metterli in conto.

Il risultato finale è che se la volgare rumenta verrà lasciata per strada per tempi diuturni, ossia non strettamente indispensabili al loro smaltimento (un paio d’ore al massimo), d’estate siamo destinati ad andare incontro ad una lotta sinantropica di notevoli dimensioni.

Non possiamo pensare di passare le notti senza una raccolta oppure giornate sdoganate come la domenica con discariche a cielo aperto dove i sacchi vengono aperti dai gabbiani e i rifiuti mangiati dai topi.

Pirandello scrisse L’uomo dal fiore in bocca con protagonista un uomo che sapeva di morire perché il cancro gli aveva già invaso la gola. Noi cosa scriveremo ? Sanremo divorata ?

Ho letto in un comunicato di Amaie Energia che nuove misure stavano per essere adottate, anche grazie alle centinaia di suggerimenti con cui i cittadini stanno martellando questa azienda comunale per cercare di prevenire un problema che ogni giorno fiorisce sulle nostre strade. Non possiamo pensare di affrontare un’estate così.

Tutti noi siamo giunti a toccare con mano l’inadeguatezza di una raccolta differenziata che non ha tenuto conto del fattore umano.

Quando Nocita in consiglio comunale parla dell’inciviltà dei cittadini, ha ragione. Chi potrebbe dargli torto ? Nessuno e tantomeno io.

Ma vi ricordate Sully, l’ultimo film di Tom Hanks, con protagonista un comandante di aereo di linea che riesce ad atterrare sul fiume Hudson, gelato, e salva più di duecento passeggeri ? Bene.

Gli fecero un processo perché secondo i cervelloni sintetici e certi protocolli altrettanto insensibili al fattore umano, avrebbe potuto atterrare prima. Sapete com’è finita ? I protocolli non tenevano conto del fattore umano, ossia del tempo di reazione di un uomo e della sua sensibilità, delle sue paure, di tutto ciò che sfugge ad un controllo fatto a tavolino.

Ora. Chi ha organizzato la differenziata doveva saperlo, doveva sapere che centinaia di cittadini non avrebbero seguito la raccolta differenziata, e non usarlo come scusa. Il fattore umano – leggete Graham Greene perDio ! - è importante, anzi è fondamentale e non può essere trascurato. E’ l’unica variabile indipendente costante destinata a vivere sempre senza una patria.

Ora, vorrei sapere se Amaie Energia vuole continuare ad usare quest’argomento (quello dell’inciviltà di certi cittadini) oppure risolvere i problemi prima dell’estate.

Je ne suis un ratto.

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