Notizie | sabato 15 aprile 2017

Gabbiani e ratti alla mensa della "Differenziata"

C'è "Il gabbiano" di Anton Cecov, un dramma che solo dopo molte
rappresentazioni, raggiunse il successo; "Il gabbiano" di Sandor
Marai, romanzo drammatico e surreale; "Il gabbiano Jonathan
Livingston", una fiaba a contenuto morale e spirituale dove l'autore
Richard Bach racconta, attraverso una metafora, l'autoperfezionamento
del volatile. Dopo avere scomodato letteratura e teatro, è il caso di
affrontare temi meno prosaici e di  parlare  dei gabbiani che, dopo
aver lasciato le acque del golfo di Sanremo si aggirano per le strade
della città  per banchettare alla più comoda mensa offerta dai sacchi
di rifiuti sparsi lungo il percorso ad ostacoli della "raccolta
differenziata". Sono dappertutto e si contendono, con topi e ratti, il
contenuto dei sacchi che profumano di avanzi di cibo. Con il becco
affilato non faticano molto ad aprirsi in varco nel materiale
biodegradabile e a spargere tutto il contenuto sulla strada. Per poter
scegliere i bocconi migliori. E lasciare gli avanzi ai sorci in
attesa. Uno spettacolo che ormai è sotto gli occhi di tutti. In centro
e in periferia. Prima dell'arrivo della "differenziata" i sacchetti
dei rifiuti erano custoditi all'interno di robusti cassonetti. Magari
puzzolenti, ma capaci di tenere a distanza  e gabbiani e roditori. Che
senza poter banchettare stavano, i primi a farsi cullare dalle onde in
attesa di "pinzare" un pesciolino; i secondi nella sede più congeniale
alla loro storia: le fogne. Oggi, purtroppo, le cose sono cambiate. E
in peggio.

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