Rubriche | sabato 18 marzo 2017

La festa del papà - Di Alberto Pezzini

"E' un confine sottilissimo, un filo di luce, quasi, e sei di là. In un'altra dimensione. Quella per cui nulla è più come prima. Vivi con altri polmoni, senti con altri cuori, vedi con occhi che restano i tuoi ma a volte ti offrono anche una visuale diversa."

Caro Sandro, sei diventato Papà.

E' un attimo, un soffio sotto pelle, un brivido che arriva quasi inaspettato. Ma arriva. Oggi – anzi stanotte – hai varcato la soglia.

Sei diventato un Maestro Jedi. Con la differenza che – come tutti i maestri – ne sai ancora meno di prima.

E' un confine sottilissimo, un filo di luce, quasi, e sei di là. In un'altra dimensione. Quella per cui nulla è più come prima. Vivi con altri polmoni, senti con altri cuori, vedi con occhi che restano i tuoi ma a volte ti offrono anche una visuale diversa.

Da tutto quello che era il tuo quotidiano.

Oggi è un giorno diverso. Che ti ha già cambiato in modo irreversibile. Questa mattina mi dicevi le tue emozioni. Mi spiegavi come ti sentissi ancora frastornato. Lo capisco.

Mi viene in mente Sean Connery ne Gli intoccabili. Quando dice a Elliot Ness – alias Kevin Costner – se apriamo quella porta, non potremo più tornare indietro.

L'abbiamo aperta. Anzi, l'avete aperta tu e Valentina, questa splendida ragazza che ti ha cambiato l'esistenza e stravolto gli orizzonti.

Te l'avevo detto.

Una calabrese ti salverà, Gallo.

Viviamo in una città in cui esistono tanti pregiudizi sui calabresi. Mi fanno ridere.

A crepapelle. Se non avessi incontrato Sonia non sarei diventato quello che sono.

Mi dirai che non sono un granchè, ma so che quel poco fatto lo devo a lei, ad una calabrese che mi ha cambiato i connotati sentimentali ed umani catalizzando le mie modeste energie positive.

Così è stato per te con Valentina.

A volte mi soffermo a pensare alle nostre vite e a quanto siano corse fino ad oggi su binari paralleli.

Tutti e due con alle spalle un' esperienza sentimentale da terremotati e poi la luce, l'armonia, una libertà mentale agognata divenuta realtà.

Ma parliamo di te e di Valentina, e di Mattia. Siete dentro. Catapultati in un mondo in cui i colori sono diventati uno smalto lucido.

Dovrai imparare a cambiare Mattia. Ah ah !

E' facile ed è bello. I figli sentono il contatto fisico come una mano poggiata sul loro cuore. Con delicatezza.

Avevo sempre pensato che fossero un nostro prolungamento, qualcuno da amare in cui vedersi rispecchiati fedelmente. Mi sbagliavo.

Sono imprevedibili ma soprattutto non abbiamo il diritto di considerarli una nostra colonia.

Sono persone e territori con coordinate ben precise, differenti da come ce li aspettavamo.

Te lo immaginavi così Mattia ? Non credo.

E' sicuramente superiore alle tue aspettative, dillo.

Tuo figlio non poteva scegliere giorno migliore per venire al mondo.

Domani è la festa del papà. Ti ha già fatto un regalo. Secondo me l'ha fatto apposta. Ha preso da te il ragazzo. Ha il senso delle situazioni.

Adesso, caro il mio Gallo, hai davvero centrato un obiettivo. Che non è processuale né tantomeno calcistico. E' qualcosa di infinitamente superiore. E' la famiglia. Un mare che non dorme mai, come i ghiacciai perenni. Dura di meno, a volte esplode come una valanga, ma quando ci sei dentro tutto il cosmo può anche andare a fanculo. Sei al riparo.

Andrè Gide le odiava, le famiglie.

Diceva sempre, famiglie vi odio. Io – che non ho scritto I sotterranei del Vaticano ma che non sono neanche omosessuale come lo era lui, autore infinito – dico che senza famiglia siamo dei poveretti.

Lo diceva sempre anche Vito Corleone, ne Il Padrino, il tuo film preferito.

Per questo sono contento.

Finalmente , piano piano, perderai prima l'uso del telecomando – che diventerà appannaggio di tuo figlio –, poi quello della ragione nelle notti di coliche intestinali, ma soprattutto la smetterai una buona volta di guardare il Padrino a tinchitè (Camilleri mon amour) conoscendo l'abuso da cartoni animati.

Alla frase Rinunci a Satana Michael Vincent Corleone sostituirai Paw Patrol e Alvin Superstar.

Ti addormenterai e ti sveglierai con un sogno migliore della realtà.

Questa sera devi inciuccarti amico mio, e lasciare perdere il calcio anche perchè i tuoi ragazzi – quelli che alleni – da oggi in avanti avranno da battere il loro avversario più forte, quello che non scalzeranno mai e poi mai dalla prima posizione in classifica.

Tuo figlio.

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