Notizie | mercoledì 02 giugno 2049

Quasi mezzo secolo fa la bandiera massonica fu protagonista del primo sbarco sulla luna


"Vorrei cogliere quest'occasione per chiedere ad ogni persona che si trovi in ascolto, chiunque sia, di raccogliersi per qualche istante, rendersi conto di ciò che è successo in queste ultime ore, e ringraziare Colui in cui crede e nella maniera in cui crede." 

Sono le parole pronunciate da Edwin Aldrin, Buz per gli amici, il pilota del modulo lunare “Eagle” la navicella che portò il primo uomo sul nostro satellite. Era il 20 luglio del 1969 quando prima Neil Armstrong poi Buz Aldrin si calano dalla scaletta e toccano il suolo lunare nel Mare della Tranquillità, circa 20 km a sud-ovest del cratere Sabine. La fase più delicata, pura fantascienza solo qualche anno prima, era completata. Il comandante Armstrong, ormai passato a miglior vita, pronunciò una frase che è diventata storia: Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità». Parole ad effetto che finirono nei titoli di prima pagina di tutti i giornali del globo. Buz Aldrin, invece pronunciò una frase che poteva essere interpretata come messaggio massonico. E Aldrin, come del resto il comandante della Missione Armstrong, era massone. Entrambi appartenevano alla loggia
dello Stato di New York. Ma Buz fece di più: per cementare la sua fede all'Obbedienza, portò con se una piccola bandiera raffigurante squadra e compasso, i simboli della libera muratoria. Armstrong e Aldrin, due mosche bianche nel panorama astronautico degli States? Tuttaltro: i due primi uomini della storia ad avere messo piede sulla luna non
erano i soli astronauti americani con fede massonica. L'elenco è lungo. Sono o furono massoni John Glenn, Leroy Gordon Cooper, Edgar Mitchell, Walter Schirra, Thomas Stafford, Paul Weitz e Virgil Grissom, che perì tragicamente nel 1967 durante una prova a terra.

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